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Capolinea con piramidi

Data inserimento: January 05, 2010 01:18:57 PM
Autore: Fabio
Categoria: Viaggi e Vacanze: Viaggi a Tema
 
Collocato al di sopra di Bolzano e tra i fiumi Isarco e Talvera, l’altopiano del Renon occupa il cuore dell’Alto Adige. La sua locazione particolarmente soleggiata unita all’altitudine garantisce a questa zona un clima mite d’inverno e una temperatura gradevole anche in piena estate. E così il Renon è considerato dai cittadini del capoluogo la “Riviera delle Dolomiti”. Meta classica, dunque, per i bolzanini, l’altopiano è ricco di risorse e sorprese per tutti i turisti che amano la montagna, la vita all’aperto e le camminate d’alta quota. Per raggiungere il Renon non occorre l’auto. All’inizio del secolo scorso fu inaugurata una ferrovia a cremagliera che collegava direttamente il cuore di Bolzano, piazza Walther, con l’altopiano. Negli anni Sessanta la cremagliera fu sostituita da una funivia che, dal maggio 2009, è stata rimpiazzata da un’innovativa cabinovia a tre funi. La funivia porta fino a Soprabolzano, da qui è possibile proseguire con il Trenino del Renon, la ferrovia a scartamento ridotto che da oltre un secolo fa la spola tra le stazioncine dell’altopiano, da Maria Assunta a Collalbo. Dopo Soprabolzano il trenino ferma al Lago di Costavolara, uno splendido specchio d’acqua che costituisce una delle maggiori attrazioni turistiche del Renon. Creatosi naturalmente, nel XVIII secolo fu accresciuto artificialmente per mezzo di una diga di terra all'estremità nord-orientale. Lo scopo di tale opera era di incrementarne il bacino per poter sfruttare più ampie riserve d'acqua per azionare mulini e segherie, uso successivamente sostituito dallo sfruttamento delle acque per l'irrigazione. A causa dell'assenza di affluenti naturali, il lago di Costalovara era soggetto a forti cali idrici stagionali. Per ovviare a questi fu costruita una tubatura della lunghezza di 5 km che preleva acqua dal rio Emmer ed alimenta il lago. A sud, ad un quarto d'ora circa di cammino, giace nel bosco un altro piccolo specchio d'acqua, il Lago di Mezzo. Stranamente per quell'altitudine, il lago è abitato da lucci, carpe, tinche, persici reali, scardole. Il trenino prosegue poi per Collalbo, il principale centro del Renon, dove fa capolinea.. Da sempre amato dai ceti benestanti di Bolzano, Collalbo fu anche dimora del soggiorno di Sigmund Freud, che fece una vacanza qui nel 1911 e nell’occasione scrisse il trattato “Totem e tabu”. Da Collalbo è possibile rientrare a Soprabolzano seguendo il placido e umbratile sentiero a lui dedicato. Ma molti altri sono gli itinerari a piedi che dipartono proprio da qui. Suggestivo è l’itinerario naturalistico che porta al corno di Renon da cui si gode di una splendida vista panoramica sulle dolomiti altoatesine. Oppure è possibile scendere verso Siffano, un piccolo e grazioso borgo oltre il quale si possono visitare le rovine dell’antico Castel Pietra. Altro impedibile sentiero è quello che si apre dopo Longomoso e consente di ammirare le Piramidi di Terra. Queste singolari formazioni rocciose sono il frutto di un particolare fenomeno erosivo che assottiglia e rastrema le rocce moreniche di origine glaciale. La presenza di pietre sulla punta fa da riparo all’erosione e fa sì che si formino gli alti pinnacoli che sostengono le pietre stesse. Le Piramidi di Terra del Renon sono le più belle d’Europa e sono il simbolo stesso dell’altopiano. Da Longomoso, il sentiero è ben indicato. Subito dopo l’abitato ci si imbatte nel piccolo bar Erdpyramiden dedicato appunto alle Piramidi. Poco dopo si lascia la carrozzabile e si imbocca il sentiero nel sottobosco. Ombreggiato e piacevole, il sentiero offre continui scorci panoramici, alcuni su pontili in legno, che permettono di ammirare lo spettacolo delle piramidi sempre più da vicino. Il sentiero prosegue poi verso Monte di Mezzo e consente di raggiungere il piccolo e suggestivo santuario di Maria Saal al Renon. Collocato in splendida posizione panoramica, offre una vista su tutta la vallata sottostante e sullo Sciliar che si staglia davanti. Il santuario, caro a tutti gli abitanti dell’altopiano, presenta al suo interno un motivo iconografico davvero insolito. Si tratta della “Madonna sotto l’ombrello”, un dipinto del secolo scorso che ritrae la madonna con bambino riparata da un ampio ombrello.
 
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